Bonifica Gasometri Venezia

Bonifica ai Gasometri con tecnologia Mapei HPSS dedicata a Giorgio Squinzi

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Intervista La Nuova a Roberto PELLAY del 21 marzo 2020. TEV annuncia che la Bonifica con tecnologia Mapei HPSS sarà dedicata a Giorgio Squinzi. Da Vienna condividono i tre soci di MTK Tilmar HANSEN, Ivan HOLLER e Delf STÜVEN.

21 marzo 2020 - La Nuova Venezia - Bonifica Gasometri Venezia - intervista Roberto Pellay TEV

Ex gasometri, una bonifica con sigillo Il sottosuolo sarà chiuso e isolato

Un anno e mezzo di lavori e 4 milioni di euro di investimento per il disinquinamento dell’area. Usata una tecnica innovativa.

Bonifica del terreno e poi “chiusura” ermetica dentro un sarcofago. L’area degli ex Gasometri di Castello sarà al centro del primo intervento in assoluto, a Venezia, di un disinquinamento con un doppio trattamento: oltre ad essere ripulito dagli inquinanti, il sottosuolo sarà anche messo in sicurezza come ulteriore forma di garanzia per l’ambiente.

A spiegarlo è Roberto Pellay, direttore e fondatore di TevGroup, azienda veneziana incaricata di bonificare l’area da settemila metri quadri di proprietà dell’imprenditore austriaco Ivan Holler, titolare di Mtk, il cui progetto di recupero prevede la realizzazione di due edifici da otto piani all’interno degli scheletri industriali dei gasometri (vincolati dalla Soprintendenza) oltre a una palestra da mettere a disposizione della cittadinanza.

Se per il momento sono previsti appartamenti di lusso, il piano dell’imprenditore è di realizzare all’interno dei gasometri 220 camere di lusso. A patto di ricevere l’ok al cambio di destinazione d’uso (da residenziali a recettivo) da parte dell’amministrazione comunale.

In attesa che la situazione si sblocchi, in questi giorni si sta allestendo il cantiere per le bonifiche dell’area, che avranno una durata di circa 18 mesi per un costo complessivo di oltre 4 milioni di euro. Con una novità, inedita per Venezia: un doppio trattamento. «Utilizzeremo la tecnologia “Hpss Mapei”», spiega Pellay, la cui azienda ha già operato a Venezia tra Murano e San Giobbe, “messa a punto da noi e dall’azienda di Giorgio Squinzi, scomparso a novembre scorso e a cui dedicheremo l’esito dell’intervento».

Come prima cosa, non ci sarà spostamento di inquinanti da un sito all’altro. «Questi procedimenti – aggiunge Pellay – spesso significano disinquinare un posto e inquinarne un altro, oltre al rischio del cosiddetto turismo dei rifiuti. Con un’operazione come la nostra la garanzia per l’ambiente è doppia».

Realizzato in collaborazione con Ca’ Foscari, Arpav e Usl, il progetto di disinquinamento è complesso e sostanzialmente diviso in tre fasi. La prima prevede di trasformare e rendere inerti il metallo solubile e gli idrocarburi intrisi nel terreno. Il suolo verrà separato dal materiale grossolano non contaminato, la parte fine contaminata sarà immessa in un impianto di trattamento con un miscelatore. Verrà inserita acqua, cemento e reagenti. Dal mescolamento, ne uscirà una pasta umida che, dopo un lungo processo, si trasformerà in una ghiaia sintetica. Una volta indurita dopo 28 giorni necessari all’idratazione del cemento, il materiale sarà sottoposto a verifiche chimiche e meccaniche.

La seconda fase spetta alla falda acquifera. Verrà creata una barriera fisica con palancole e con dei pozzi che aspirano acqua dal sottosuolo. La depurazione potrebbe andare avanti per anni, a differenza del disinquinamento del terreno. «Ma comunque» aggiunge Pellay, «non impedirà la costruzione».

Le operazioni di pulizia della falda, infatti, andranno avanti fino a quando non uscirà acqua perfettamente ripulita e una stima precisa dei tempi, considerando le profondità della falda stessa e i fanghi, è difficile da fare al momento. Infine l’ultima fase del procedimento: l’isolamento del terreno grazie alla costruzione del sarcofago. Sarà costruita una prima soletta di calcestruzzo armato con una rete, poi un telo termosaldato da settemila metri quadri e sopra una seconda soletta.

«Questa operazione complessa, resa necessaria dalla delicatezza del sito e dalla vicinanza con le scuole» conclude Pellay, «diventerà una doppia garanzia per l’ambiente e la collettività». —

Fonte: https://nuovavenezia.gelocal.it

EUGENIO PENDOLINI

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