Bonifica Gasometri Venezia

Storia area Gasometri Venezia

Scroll down to content

Dalle tracce storiche circa l’attuale area dei Gasometri a Venezia, sembra che in principio fosse destinata a deposito di legnami e campo esercitazioni. Pare che un’ampia area di San Francesco della Vigna avesse un campo di tiro con l’arco per la nobiltà veneziana, anche di tiro con la balestra, obbligatorio per tutti i cittadini dai quindici ai trentacinque anni, che si dovevano iscrivere fra i balestrieri.

Balestriere Repubblica Serenissima - Bonifica Gasometri Venezia

Tra le attività antiche si narra della presenza di due palestre frequentate da giovani cavallerizzi una per i gentiluomini l’altra per i negozianti. Gran parte di quella zona fronte laguna ha svolto per diversi secoli la funzione prevalente di deposito e lavorazione di legnami. Costituiva uno dei principali punti di arrivo e smistamento del legno proveniente dalle zone collinari e montuose dell’entroterra.

IL DONO DI MARCO ZIANI

Nel 1253 il patrizio Marco Ziani, conte di Arbe in Dalmazia e figlio del 42º doge della Repubblica di Venezia Pietro Ziani, donò terreni, vigne e alcuni fabbricati ai religiosi dell’ordine de’ Minori osservanti.

Come si legge nel racconto della vita di S. Bernardino da Siena, per l’esecuzione testamentaria di Marco Ziani passarono quasi due secoli. Poi, verso la fine del 1500, i frati ebbero la procura generale dei luoghi di Terra Santa e nel monastero fu stabilito un luogo che raccogliesse i religiosi che andavano in Palestina. In tutto questo non c’è alcuna certezza circa il fatto che tutta l’area degli attuali Gasometri, oppure parte di essa, fosse di proprietà di Marco Ziani.

LE DUE CHIESE

Fino alla realizzazione dei volumi dei Gasometri l’isola di S. Francesco della Vigna ha subito nei secoli modeste modifiche legate alla presenza dell’Arsenale e delle chiese di S. Giustina e di S. Francesco. La Chiesa di S. Giustina fu consacrata nel 1207 mentre la Chiesa di S. Francesco della Vigna fu costruita nel 1534 su disegno di Jacopo Sansovino e conclusa nel 1572 con la realizzazione della facciata di Andrea Palladio.

VEDUTE DEL 1500: DE’ BARBARI E VAVASSORE

Nella veduta prospettica realizzata da Jacopo de’ Barbari nel 1500, si vede Venezia a volo d’uccello. Nel particolare si può notare l’attuale area dei Gasometri completamente vuota dove non appare segno di costruzioni o coltivazioni a vigneto.

1500 Jacopo de' Barbari - Bonifica Gasometri venezia
Jacopo de’ Barbari, 1500

1500 Jacopo de' Barbari - particolare - Bonifica Gasometri venezia

Nel particolare sottostante c’è la veduta prospettica realizzata nel 1525 da Giovanni Andrea Vavassore detto Vadagnino. Tra i conventi di San Francesco della Vigna e di Santa Giustina si nota un vuoto che sembra corrispondere alla collocazione dell’attuale area Gasometri.

1525 Giovanni Andrea Vavassore - Bonifica Gasometri venezia
Giovanni Andrea Vavassore, 1525

Di particolare interesse sono gli studi storici emersi nella Tesi di Laurea di Matteo Vieceli sui mercanti di legname veneziani che scrive del famoso pittore Tiziano Vecellio. Nelle memorie della zona va ricordato che Tiziano partecipò alle conversazioni circa la scelta della facciata per la Chiesa di San Francesco della Vigna.

Tiziano Vecellio autoritratto Bonifica Gasometri Venezia

E’ stato documentato che dal 1534 Vecellio riuscì ad assicurarsi più volte l’appalto del “loco detto San Francesco”, cioè l’attuale Campo San Francesco della Vigna, a beneficio della Magnifica Comunità del Cadore, come luogo di approdo e stoccaggio del legname e comodo per le botteghe dei Vecellio.

Matteo Vieceli storia Tiziano Vecellio Venezia testo antico in Bonifica Area Gasometri Venezia

Vieceli ci ricorda inoltre che la prima zona ad essere bonificata fu quella dei terreni antistanti alla Barbaria delle Tole. Avvenne verso il 1580 e le opere presero il nome di Fondamenta Nuove.

VEDUTE DEL 1600: MERIAN E MERLO

In riferimento agli odierni Gasometri, anche nell’opera di Matthäus Merian del 1635 si vede un’area completamente vuota. Il ponte all’inizio del Rio di Santa Giustina è un particolare di contorno che merita attenzione.

1635 Matthäus Merian - Bonifica Gasometri venezia
Matthäus Merian, 1635

La dimensione dell’area vuota tra San Francesco della Vigna e Santa Giustina appare ancora più evidente nella veduta di Giovanni Merlo. In questo disegno si nota meglio la funzione logistica del ponte circa i collegamenti pedonali fronte laguna.

1696 Giovanni Merlo - Bonifica Gasometri venezia
Giovanni Merlo, 1696

MAPPA E VEDUTA DEL 1700: UGHI E FURLANETTO

La mappa di Ludovigo Ughi del 1729 appartiene alla nuova categoria delle piante topografiche. L’evidenza del vuoto prospettico lascia spazio alla descrizione topografica che mantiene la destinazione libera dell’area.

1729 Ludovico Ughi - Bonifica Gasometri venezia
Ludovico Ughi, 1729 

A differenza di tutte le altre vedute e mappe, nell’opera del 1770 curata da Lodovico Furlanetto dal titolo “Nuova Pianta Elevata Della Nobile e Cospicua Citta di Venezia”, si può vedere in modo nitido l’esistenza della vera da pozzo sotto alla scritta Campo di S. Francesco.

1770 Lodovico Furlanetto Nuova Pianta Elevata Della Nobile e Cospicua Citta di Venezia
Lodovico Furlanetto, 1770

DATI ILLUMINAZIONE PRIMA DEL GAS

Prima dell’avvento dell’illuminazione a gas, nel 1730 furono installati a Venezia 843 fanali ad olio ai muri dei palazzi. Agli inizi 1800 se ne contavano 2030, di questi 76 in Piazza San Marco, 27 in Ghetto, 12 alla Giudecca e 1915 sparsi in città.

LA NASCITA DEI GASOMETRI

Dopo un breve periodo nel quale i francesi scelsero di trasferire nell’attuale area dei Gasometri il campo delle condanne a morte, confiscano i beni ecclesiastici e sopprimono la Chiesa di S. Giustina, nel 1839 il Governo austriaco indica in quest’area il luogo ideale per edificare il primo Gasometro. Nello stesso anno l’area fu data in concessione dal Comune con decreto Municipale e approvato il contratto d’appalto dell’illuminazione con l’uso del gas stipulato con la ditta francese “De Frigère, Cottin, Montgolfier, Bodin”, detta “la Lionese”. Iniziò così la costruzione di grandi serbatoi a geometria variabile per per la distillazione del coke, l’immagazzinamento e la distribuzione del fluido combustibile.

1840 IL VAGLIO, periodico di Venezia - Bonifica Gasometri Venezia

Nel periodico settimanale edito a Venezia IL VAGLIO si legge che “L’edifizio pel gazometro sarà eretto nel terreno denominato Campo san Francesco della Vigna del qual luogo viene dalla Comune accordato l’uso gratuito alla Società. La Società deve assumere a tutte sue spese la erezione della officina pel gazometro non che la costruzione ed adattamento del tubi principali sotterranei di ramificazione del gaz in tutta la determinata periferia sostenendo per tal modo il dispendio di oltre lire 6oo,ooo e la Comune assume la spesa per la prolungazione dei tubi dal sito più prossimo dei circondari fino al gazometro colla riserva di esserne indennizzata dalla Società stessa a misura che andrà nel progresso ad attivare la illuminazione per conto dei privati e della Comune nella linea di prolungazione cioè dal campo s Giuliano fino a quello di s. Francesco della Vigna percorrendo le vie del campo della Guerra di quello di s. Maria Formosa Calle lunga Barbaria delle Tavole e s. Giustina”. Tra le cronache del tempo emersero alcune critiche e proteste circa la monopolizzazione di tutto ciò che aveva a che fare con il nuovo sistema di illuminazione a gas.

1843 gennaio ANNALI DI STATISTICA - Bonifica Gasometri Venezia

Come si apprende dagli ANNUALI DI STATISTICA, nel primo esperimento del 26 gennaio 1843 emersero dei problemi e la prova non ebbe luogo. Nel muro del gasometro si scoprì una fenditura che non reggeva la spinta dell’acqua necessaria per l’operazione chimica.

1843 IL GONDOLIERE inaugurazione illuminazione a gas venezia piazza san marco - Gasometri Venezia

Dopo la riparazione del guasto, la sperimentazione avvenne con successo nella notte del 13 e 14 marzo 1843. In Piazza San Marco venne confermato il passaggio dell’illuminazione dai fanali ad olio a quelli a gas.

1843 RIVISTA EUROPEA illuminazione a gas di Venezia Caffè Florian Teatro La Fenice - Bonifica Gasometri Venezia

Nel frattempo, come si legge nella RIVISTA EUROPEA, il Caffè Florian aveva la “luce sfavillante e dolce del gas” già nell’aprile del 1843. Nell’Inverno dello stesso anno “sarà illuminato col gas il gran teatro la Fenice“.

1843 IL FORESTIERE DI VENEZIA - Illuminazione a a gas Piazza San Marco - Bonifica Gasometri

Il grande evento che sanciva l’inaugurazione ufficiale dell’illuminazione pubblica a gas di Venezia si tenne il 19 agosto 1843 in Piazza San Marco.

MAPPA DEL 1847

In questo particolare della planimetria di Venezia, disegnata nel 1847 da Bernardo e Gaetano Combatti, sono segnati due Gasometri. In questo anno viene demolito parte del convento di S. Giustina per costruire il secondo Gasometro.

1847 Bernardo e Gaetano Combatti - Bonifica Gasometri venezia

Da notare che non c’è più il ponte sul lato laguna e l’area di San Francesco della Vigna è diventata “Piazzale ad uso della Caserma”. Il ponte verrà rimosso quando viene demolito il Convento di S. Giustina per lasciare posto alla costruzione del secondo blocco dei gasometri. La mappa è stata compilata in memoria degli Scienziati Italiani riuniti a Venezia nel Settembre 1847.

TRASFORMAZIONI

Fino al 1866 il monastero di S. Francesco diventa caserma per le truppe. Nel 1890 i gasometri diventano cinque assorbendo anche il pozzo di campo San Francesco della Vigna. In questa immagine vediamo le trasformazioni in tre fasi temporali.

fasi di trasformazione - Bonifica Gasometri Venezia

Nel frattempo la società cambiava il nome in “Società Civile per la Illuminazione a Gas della Città di Venezia. Il servizio con lampioni a gas veniva esteso a tutta la città. Poi il gas sarà sostituito dall’energia elettrica portata dalla Società Edison, ma il gas non cessa di essere prodotto in quanto aumenta la domanda del consumo domestico. Nel 1918, alla fine della guerra, tutto l’apparato delle industrie inizia a spostarsi verso Marghera e l’area viene abbandonata.

Tra il 1926 e il 1931 vengono demoliti i gasometri più vecchi e vengono costruite la Fondamenta di S. Giustina e gli Istituti Superiori I.T.T. Algarotti e I.T.C. Paolo Sarpi. La Chiesa e quel che resta del Convento di S. Giustina sono oggi sede del Liceo Scientifico G. B. De Benedetti.

Dal 1969 l’area passa sotto la gestione della nascente Veneziana Gas S.p.A. dove continua nel sito una attività legata alla sola fornitura del gas con cabina di pressurizzazione.

1969 foto storica 3 - Bonifica Gasometri Venezia

Area acquistata dall’Amministrazione Comunale nel 2000, mai bonificata. Rivenduta a privati nel 2013. Acquistata nel 2019 da MTK. Nel febbraio 2020 è stata avviata la Bonifica commissionando l’intervento a TEV con tecnologia HPSS Mapei e monitoraggi Fondazione Università Ca’ Foscari. Di recente, nella preparazione del cantiere, MTK ha riportato alla luce un’antica vera da pozzo del 1500 che fu dipinta da Canaletto e Guardi.

Per la Bonifica sono stati stanziati fondi privati per un totale di 4.000.000 €. I lavori si concluderanno nella Primavera del 2021 e prevedono il disinquinamento di terreni e falde, demolizioni di edifici a rischio crollo, salvaguardia e restauro opere storiche, vera da pozzo, conservazione masegni e recupero dell’archeologia industriale. Il progetto di rigenerazione urbana consentirà la riapertura di un’area preclusa alla città e una serie di vantaggi ambientali, economici, sociali e culturali.

METROPOLITANO.it articolo Vera da pozzo ai Gasometri di Venezia in Campo San Francesco

Per partecipare con contributi storici, segnalazioni e proposte di pubblicazione scrivere email a gasometrivenezia@gmail.com